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Biodiversità

  • GRI
    

ProgettiTipo di progettiSpecie interessateHabitat interessatiNumero specie a rischio
NumeroDi cui volontariMonitoraggioRestauro (habitat)Conservazione (specie)Mammiferi e pipistrelliUccelliPesciAnfibi
e rettili
FloraEcosistemi
terrestri
 Ecosistemi
acquatici
Zone
Umide
Ambiente UrbanoIn Pericolo Critico (CR)In pericolo (EN)Vulnerable (VU)Quasi Minacc. (NT)

Minor Preocc.
(LC)

Italia2162%6-15256419
Spagna2893%1657

-2710157
Brasile37-3511-524492.693
Cile28-233216559
Colombia1217%3458102941104
Perù3-3---11-1
Argentina1-1-------
Grecia3-3--129102
Romania1267%61511731
Russia1---1-----
Stati Uniti978%7-2132585
Sudafrica2-2-------

La biodiversità è uno degli obiettivi strategici della politica ambientale ed è regolata da una specifica policy, adottata da Enel dal 2015, che definisce le linee guida per tutte le iniziative di tutela della biodiversità del Gruppo nelle attività di generazione, trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica.

LA POLITICA PER LA BIODIVERSITÀ

La policy è stata sviluppata per contribuire agli obiettivi della Convenzione delle Nazioni Unite sulla Diversità Biologica (CBD), del Piano per la Biodiversità 2011-2020 e degli associati target di Aichi.

In particolare Enel si impegna a:

  • pianicare le attività che possono interferire con le specie e gli habitat naturali rispettando il principio della mitigation hierarchy, che consiste nell’impegno a evitare e prevenire il veri_carsi di impatti negativi sulla biodiversità attraverso le seguenti azioni:
    - ridurre il danno e rimediarne gli effetti;
    - compensare gli impatti negativi residuali;
    - nel caso di impatti residuali, attuare opere compensative rispettando il principio di “nessuna perdita netta” di biodiversità (“no net loss”) e, ove applicabile, con un bilancio netto positivo; 
  • condurre per ogni nuovo impianto Studi di Impatto Ambientale che prevedano una valutazione degli e_etti sui biotopi, sulle specie animali e vegetali, allo scopo di evitare di operare in aree ad alto valore naturalistico, prevedendo inoltre di adottare le migliori soluzioni per contenere gli e_etti sulla biodiversità; 
  • collaborare con le comunità locali, i centri di ricerca e le associazioni ambientaliste e del territorio per identi_care i valori della biodiversità e sviluppare studi e progetti per la tutela e la valorizzazione; 
  • monitorare l’e_cacia delle misure adottate al fine di proteggere e conservare la biodiversità; 
  • riportare regolarmente le sue performance in relazione alla biodiversità.

Enel ha una consolidata esperienza nella gestione della biodiversità nei pressi dei propri siti, costruita in più di 60 anni di esercizio di impianti termici e rinnovabili. Le attività di tutela della biodiversità seguono l’evoluzione del parco impianti e negli ultimi anni la crescita si è concentrata sul segmento rinnovabile e sulle reti in un numero sempre crescente di Paesi. Nei grandi impianti termici e nelle dighe, presenti sul territorio da lungo periodo, continuano le azioni di monitoraggio su vasta scala, per la prevenzione degli impatti sugli ambienti costieri e fluviali. Per quanto riguarda la localizzazione, in particolare degli impianti rinnovabili, l’eventuale esposizione al rischio biodiversità viene evidenziato già nella fase di analisi della fattibilità dei nuovi impianti, considerando la vicinanza geografica dei siti ad aree protette, ad aree importanti per la biodiversità e la potenziale presenza di specie a rischio di estinzione.

Questa valutazione è parte di una più estesa analisi del contesto prevista dall’applicazione del modello “Creating Shared Value”, attraverso il quale l’Azienda si confronta con le esigenze sociali, economiche e ambientali del territorio e definisce il progetto in maniera da creare valore di lungo termine per sé stessa e le comunità locali. La conoscenza del luogo e delle sue peculiarità prevede il coinvolgimento di professionisti locali, che prendono parte alle attività in campo e seguono alcune operazioni di tutela della biodiversità del sito ante operam (baseline), come inventari floristici e forestali, censimenti delle specie animali nell’area di influenza dell’impianto, soprattutto nel caso in cui le specie debbano essere parzialmente recuperate e rilocate. Per i nuovi impianti eolici è previsto un monitoraggio dei movimenti di avifauna e chirotteri prima della realizzazione dell’impianto.

Seguono le fasi autorizzative, realizzate in accordo con le normative locali, dove si valutano diverse alternative e si definiscono le azioni più idonee per minimizzare l’impatto dell’impianto sugli habitat e le specie interessate. La realizzazione delle prescrizioni autorizzative e delle mitigazioni proposte prevede nuovamente il coinvolgimento dei professionisti esterni durante la fase di costruzione dell’impianto. Una volta in esercizio, la tutela della biodiversità diventa parte integrante dei piani di gestione ambientale. In questa fase si effettuano monitoraggi periodici per il controllo degli impatti evidenziati in fase autorizzativa. Questo è anche il momento in cui l’impianto consolida il suo rapporto con il territorio e si sviluppano iniziative, come progetti di salvaguardia di specie locali, su base volontaria, basate sulla conoscenza dell’ambiente intorno al sito.

Enel inoltre si impegna a mantenere la gestione della biodiversità allineata con le migliori buone pratiche di settore. Nel 2017 ha anche avviato una collaborazione con l’International Union for Conservation of Nature (IUCN) le cui conclusioni sono ora parte integrante della definizione di una linea guida di indirizzo sulla gestione della biodiversità da applicare nel Gruppo.

Nel 2018 sono attivi 157 progetti per la tutela delle specie e degli habitat naturali, per un investimento complessivo di 9,2 milioni di euro e una superficie interessata di 3,9 milioni di ettari. I progetti riguardano principalmente Brasile, Cile, Spagna e Italia e le tecnologie maggiormente interessate sono idroelettrico, eolico e reti. Esempi di misure di mitigazione degli impatti sulla biodiversità, in applicazione della relativa policy, sono disponibili nella sezione Sostenibilità del sito https://www.enel.com/it/investors1/ biodiversita. Alcune misure sono messe in opera già nella fase di cantiere (per esempio, durante la costruzione dell’impianto), altre hanno tempi di realizzazione più lunghi e prevedono compensazioni nel lungo termine (per esempio, progetto di riforestazione presso l’impianto El Quimbo).

RIPOPOLAMENTO DELL’ARA INDACO IN BRASILE

L’ara indaco è una specie di pappagallo a rischio di estinzione (Anodorhynchus leari, EN) che vive nella caatinga brasiliana, la maggiore foresta secca del Sud America. La sua sopravvivenza è minacciata dalla perdita di habitat a causa dell’espansione dell’agricoltura e dal suo utilizzo come animale domestico.

Nel 2016 Enel Green Power ha dato vita a un progetto di ripopolamento dell’ara indaco nella regione di Boqueirão da Onça, nello Stato di Bahia, dove sorge l’impianto eolico di Delfina (210 MW). Al momento della costruzione dell’impianto, si contavano solo due esemplari, non nidificanti. Il ripopolamento è avvenuto per fasi. La prima fase (agosto 2017) ha previsto il recupero di sei esemplari donati dalla Fondazione Loro Park a Tenerife, in Spagna. Successivamente è stata realizzata una struttura di ricovero per gli esemplari reintrodotti (settembre 2018), dove i nuovi arrivati sono stati addestrati alla sopravvivenza nell’ambiente naturale. Alla fine dell’addestramento (gennaio 2019) i pappagalli sono stati rilasciati e gli è stato applicato un sensore per la tracciatura degli spostamenti mediante GPS. È stata anche avviata un’azione di sensibilizzazione delle popolazioni locali per riconoscere e contribuire a difendere gli ara indaco.

PROGETTO LIFE EGYPTIAN VULTURE IN ITALIA E SPAGNA

Il progetto LIFE Egyptian vulture è risultato uno dei cinque progetti LIFE Nature & Biodiversity con capofila italiano presentati nel bando lanciato nel 2016 che hanno ottenuto il cofinanziamento della Commissione europea. A beneficiarne è il capovaccaio (“Egyptian vulture” è il nome inglese della specie), un avvoltoio a rischio di estinzione e in pericolo proprio perché per sua natura si poggia sulle infrastrutture elettriche, rischiando la folgorazione. Con una durata di cinque anni (ottobre 2017-settembre 2022) e un budget di 5,1 milioni di euro di cui 3,8 finanziati dall’Unione europea, il progetto si svilupperà in Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia, regioni in cui il capovaccaio nidifica ancora o nelle quali transita durante la migrazione verso l’Africa, e nelle isole di Fuerteventura e Lanzarote, nell’arcipelago delle Canarie (Spagna), nelle quali è presente una sottospecie chiamata “guirre”, anch’essa bisognosa di particolare attenzione perché rappresentata da un numero limitato di coppie (circa 60). I partner del progetto sono E-Distribuzione (coordinatore del progetto), Endesa Distribución, ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), Federparchi, Regione Puglia, Regione Basilicata, Governo delle Canarie e GESPLAN (Gestión y Planeamiento Territorial y Medioambiental). In particolare sono previste azioni preparatorie, come workshop per condividere le migliori pratiche o imparare tecniche di riproduzione, attività di contrasto come la sorveglianza dei siti di nidificazione, la gestione dei punti di alimentazione, il contrasto all’uso illegale del veleno e il rilascio in natura di esemplari nati in cattività. Sia in Italia sia alle Canarie, Enel metterà in sicurezza le linee elettriche per evitare la folgorazione dei capovaccai che vi si posano.