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Enel e il contesto mondiale sul cambiamento climatico

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Le convenzioni quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici: dalla COP21 alla COP25

L’accordo raggiunto durante la conferenza globale sui cambiamenti climatici di Parigi nel 2015 (COP21) ha rappresentato un passo fondamentale nella lotta al cambiamento climatico. È stato definito un piano di controllo delle emissioni clima-alteranti nel medio e lungo termine, con il sostegno di una governance solida sul fronte regolatorio, tradizionalmente incerto per via dei continui cambiamenti degli scenari politici.

L’accordo punta essenzialmente a limitare l’aumento della temperatura globale al di sotto dei 2 °C e ad adoperarsi per non superare gli 1,5 °C.

A novembre 2016 si è tenuta a Marrakech la COP22, con la quale è progre- dita la discussione tecnica finalizzata alla definizione delle procedure attuative dell’Accordo di Parigi per il post-2020, ed è stata verificata la forza dell’impegno politico successivo all’Accordo di Parigi.

Gli strumenti attuativi sono necessari per operare nel breve termine e assicurare stabilità per gli investimenti di lungo termine. Il 2017 è stato invece caratterizzato dalla COP23, che si è tenuta a Bonn e ha ripreso i temi relativi alla trasparenza delle procedure di monitoraggio, rendicontazione e verifica e ai criteri per la valutazione periodica e l’eventuale aggiornamento degli obiettivi.

Il 15 dicembre 2018 si è chiusa la COP24, l’ultima conferenza sul clima organizzata dall’ONU a Katowice, in Polonia. L’obiettivo era rendere operativo l’Accordo di Parigi, tramite regole chiare per misurare gli impegni assunti dai singoli Paesi per contrastare i cambiamenti climatici.

Tale obiettivo è stato raggiunto con l’approvazione all’unanimità, come richiesto dal regolamento, del cosiddetto “Rulebook di Parigi”, che definisce appunto i criteri di rendicontazione, monitoraggio e revisione degli impegni. Come definito in chiusura della COP24, la COP25 avrà luogo in Cile a dicembre 2019.

Il Gruppo Enel riconosce il ruolo fondamentale che il settore privato deve svolgere per il raggiungimento degli impegni condivisi nelle diverse COP anno dopo anno. In particolare, le trasformazioni del mondo dell’energia sono sempre più rapide e inevitabili: il trend è verso un sistema sempre più legato alle energie rinnovabili, alla decarbonizzazione, all’efficienza energetica e alla digitalizzazione.

Enel sta guidando tale transizione ed è pienamente convinta del contributo positivo di tali eventi guidati dalle Nazioni Unite nella lotta ai cambiamenti climatici.

Pertanto, il Gruppo li sostiene ogni anno, partecipando e gestendo diversi eventi e discussioni sulla transizione energetica, promuovendo sempre lo sviluppo di obiettivi ambiziosi e chiedendo ai governi linee guida climatiche chiare, che contribuiscano al raggiungimento di un’economia low carbon entro il 2050.

Il quadro regolatorio sul cambiamento climatico nel 2018

Regolazione delle emissioni di gas serra

Nel mese di febbraio 2018 il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione europea hanno approvato formalmente la revisione della direttiva ETS dell’UE per il periodo dal 2020 al 2030, poi entrata  in vigore l’8 aprile 2018. Per raggiungere l’obiettivo per il 2030 di una riduzione complessiva delle emissioni di gas a effetto serra del 40% rispetto al 1990, i settori interessati dal sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (European Union Emissions Trading Scheme - EU-ETS) dovranno ridurre le proprie emissioni del 43% rispetto ai livelli del 2005. La nuova direttiva ETS lo renderà possibile tramite un insieme di misure tra loro collegate. Per accelerare il ritmo delle riduzioni delle emissioni, a partire dal 2021 la quantità complessiva dei permessi di emissione diminuirà a un tasso annuo del 2,2% rispetto a quello attuale dell’1,74%. La riserva stabilizzatrice del mercato (Market Stability Reserve - MSR) – il meccanismo istituito dall’UE per ridurre l’eccedenza di permessi di emissioni sul mercato e migliorare la resilienza dell’ETS agli shock futuri – è sostanzialmente rafforzata.

Pacchetto legislativo “Clean Energy for All Europeans”

Il 30 novembre 2016 la Commissione europea ha emesso il pacchetto legislativo “Clean Energy for All Europeans”, contenente una serie di proposte legislative sulle politiche europee per il clima e l’energia. In particolare, il pacchetto si compone dei seguenti regolamenti e direttive, alcuni in revisione, altri emessi ex novo: Regolamento Elettricità, Regolamento ACER, Regolamento Preparazione al Rischio, Regolamento Energy Union Governance, Direttiva Elettricità, Direttiva Rinnovabili, Direttiva Efficienza Energetica e Direttiva Prestazioni Energetiche degli Edifici.

Le direttive e i regolamenti maggiormente rilevanti per il settore elettrico sono le seguenti:

  • Revisione della Direttiva e del Regolamento Europeo sul mercato interno dell’elettricità - Il 19 dicembre 2018 il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione europea hanno raggiunto un accordo politico in relazione a due dei principali dossier nell’ambito della proposta legislativa “Clean Energy for All Europeans” emanata il 30 novembre 2016 dalla Commissione europea, ovvero la Direttiva e il Regolamento Europeo sul mercato interno dell’elettricità. L’accordo raggiunto dai legislatori europei rappresenta un importante passo per l’aggiornamento del quadro regolatorio comunitario e degli Stati membri nell’ottica di integrare efficientemente le fonti rinnovabili e le nuove tecnologie nel sistema elettrico, armonizzare il funzionamento dei mercati, fornire segnali efficienti per gli investimenti e garantire la centralità dei clienti; 
  • Direttiva UE 2018/2001 sulla pro promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili - Il 21 dicembre 2018 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea la nuova direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione europea dell’11 dicembre 2018 sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili. L’obiettivo principale della Direttiva 2018/2001, che abroga la Direttiva 2009/28, è quello di accelerare la transizione energetica verso lo sviluppo delle rinnovabili. A tale scopo la direttiva fissa un nuovo obiettivo vincolante a livello europeo per il 2030 di una quota di energie da fonti rinnovabili di almeno il 32% nel consumo finale lordo di energia dell’Unione, compresa una clausola di revisione al rialzo entro il 2023; 
  • Direttiva UE 2018/2002 sull’efficienza energetica - Il 21 dicembre 2018 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea la nuova direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione europea dell’11 dicembre 2018 sull’efficienza energetica. La direttiva fissa un nuovo obiettivo a livello europeo di efficienza energetica per il 2030 di almeno il 32,5% rispetto allo scenario di riferimento, compresa una clausola di revisione al rialzo entro il 2023. Inoltre, pone un obbligo in capo agli Stati membri di risparmio di energia negli usi finali dello 0,8% annuo nel periodo 2021-2030 da rispettare tramite schemi obbligatori sugli operatori energetici oppure misure alternative.

Le disposizioni della direttiva devono essere recepite dagli Stati membri entro il 25 giugno 2020;

  • Direttiva (UE) 2018/844 sulla prestazione energetica nell’edilizia - Il 9 giugno 2018 è entrata in vigore la Direttiva (UE) 2018/844 sulla prestazione energetica nell’edilizia che modifica la precedente direttiva in materia e parte della Direttiva sull’efficienza energetica. La nuova direttiva prevede che ogni Stato membro dell’Unione europea stabilisca una strategia a lungo termine per sostenere la ristrutturazione del parco nazionale di edifici residenziali e non residenziali, sia pubblici sia privati, al fine di ottenere un parco immobiliare decarbonizzato e ad alta efficienza energetica entro il 2050; 
  • Regolamento (UE) 2018/1999 sulla governance dell’Unione dell’energia e dell’azione per il clima - Contestualmente alle direttive sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili e sull’efficienza energetica, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea il nuovo Regolamento (UE) 2018/1999 sulla governance dell’Unione dell’energia e dell’azione per il clima. Tale regolamento istituisce un meccanismo di governance finalizzato alla realizzazione degli obiettivi comunitari sulle emissioni dei gas a effetto serra, conformemente all’Accordo di Parigi, e degli obiettivi comunitari al 2030 in materia di energia e di clima. Tale regolamento mira a garantire una maggiore certezza normativa nonché una maggiore certezza per gli investitori.

Pacchetto legislativo “Mobilità pulita”

Nel corso del 2018 la Commissione europea ha completato l’emissione del pacchetto “Mobilità pulita” iniziato nel 2017.
Il pacchetto è organizzato in tre parti, le prime due delle quali sono state pubblicate durante il 2017 e la terza a maggio 2018, e contiene una serie di proposte legislative e altre iniziative volte a rendere il traffico più sicuro, a ridurre le emissioni di CO2 e l’inquinamento atmosferico, nonché supportare lo sviluppo dei veicoli a zero e basse emissioni e la creazione di una filiera per la produzione di batterie europee.

Il posizionamento di Enel

I processi decisionali e regolatori dell’Unione europea incidono sulla transizione energetica in atto, con effetti sui modelli di business delle aziende, i comportamenti dei consumatori e dei singoli cittadini, con un impatto diretto sui quadri legislativi messi in atto a livello nazionale nei Paesi in cui il Gruppo opera. Inoltre, in relazione alla sua natura transnazionale e alle attuali sfide globali, il processo legislativo europeo sta diventando sempre più complesso e, a tal fine, necessita di una cooperazione più stretta tra le istituzioni dell’UE e gli altri stakeholder.

In tale contesto Enel ha deciso di istituire, ormai da diversi anni, la Funzione Europa e Affari Euro-Mediterranei, che monitora le tematiche rilevanti e rappresenta il Gruppo a livello europeo nei confronti di istituzioni, organizzazioni, associazioni e altre controparti attive. Una specifica unità è dedicata a consolidare e rappresentare la posizione del Gruppo sulle politiche che si riferiscono ai cambiamenti climatici, alle politiche a bassa emissione di carbonio, alla regolamentazione internazionale del mercato del carbonio, all’ambiente e alla sicurezza degli approvvigionamenti. Attraverso questa unità, Enel supporta quindi la difesa del clima e segue il coinvolgimento degli stakeholder istituzionali, le associazioni di categoria, le organizzazioni non governative e il mondo accademico. Tale attività di coinvolgimento con gli stakeholder contribuisce all’evoluzione del quadro normativo europeo verso obiettivi climatici ambiziosi. Inoltre, è garantito il coordinamento con le diverse aree aziendali e i diversi Paesi del Gruppo, al fine di garantire che tutti i processi normativi, a livello sia europeo sia nazionale, cui la società è invitata a partecipare siano pienamente in linea con la strategia di Enel verso la promozione di un modello energetico low carbon e verso l’elettrificazione della domanda di energia.

In tal senso, e in riferimento alla direttiva EU-ETS, Enel riconosce il ruolo di tale direttiva nel fornire un’indicazione di prezzo adeguato associato alle emissioni di CO2 e ritiene che il meccanismo “cap and trade” sia il modo più efficace per ridurre le emissioni, in particolare nelle economie industrializzate: la definizione di un obiettivo in valore assoluto garantisce l’applicabilità dell’obiettivo ambientale, mentre il segnale del prezzo fissato dal mercato garantisce l’efficienza economica. Pertanto, Enel accoglie con favore i risultati della direttiva EU-ETS per il periodo 2021-2030 e la considera alla base delle politiche climatiche dell’UE, integrata anche da altre politiche che consentono il raggiungimento degli obiettivi climatici salvaguardando al contempo la competitività dell’Unione. Gli obblighi imposti dal sistema EU-ETS sono ampiamente integrati nella strategia a lungo termine di Enel, volta a raggiungere la decarbonizzazione entro il 2050 attraverso l’aumento del della capacità rinnovabile e la progressiva diminuzione della capacità termica. In questo senso, un segnale di prezzo stabile a lungo termine per gli investimenti in tecnologie low carbon e la coerenza tra le politiche europee e nazionali sono elementi cruciali per il rafforzamento del ruolo dell’EU-ETS nel dare impulso alla riduzione delle emissioni. Inoltre, il sistema EU-ETS consente di sfruttare un quadro già armonizzato a livello UE, che garantisce la neutralità tecnologica e un trattamento uniforme degli operatori di mercato. Sulla base di queste considerazioni, il Gruppo Enel non supporta l’introduzione di tasse nazionali sulla CO2 (o piani di prezzo del carbonio) nei settori soggetti all’EU-ETS, poiché distorcerebbe significativamente la concorrenza all’interno del mercato unico dell’Unione e aumenterebbe il costo complessivo del conseguimento del risultato ambientale desiderato.

Nel corso del 2018, Enel ha partecipato a consultazioni pubbliche, riunioni, conferenze, workshop ed eventi riguardanti il pacchetto legislativo “Clean Energy for All Europeans”, accogliendo con favore il riconoscimento dell’efficienza energetica come pilastro fondamentale della transizione energetica low carbon e contribuendo a stabilire un sistema affidabile al fine di aumentare le energie rinnovabili. In questo senso, Enel è convinta che l’efficienza energetica sia fondamentale per decarbonizzare i sistemi economici e che il passaggio all’elettricità come vettore energetico più efficiente svolga un ruolo importante nel raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica. Tecnologie di elettrificazione altamente efficienti sono mature in numerosi settori (residenziale, terziario, industriale e dei trasporti), spesso a costi di abbattimento dei gas serra negativi e con benefíci accessori sostanziali. Tuttavia, il loro impiego è ostacolato dalla presenza di forti barriere non economiche.

A tale riguardo, il Gruppo Enel continua a chiedere azioni per contrastare tali ostacoli non economici, integrati da un quadro normativo incentivante per favorire la penetrazione sul mercato di tecnologie efficienti di elettrificazione.

Con la pubblicazione della revisione della Direttiva sull’efficienza energetica, il 2018 è stato un anno rilevante per la politica di efficienza energetica a livello europeo, ma gli sforzi a tal riguardo devono continuare ad aumentare. Enel sostiene gli obiettivi vincolanti fissati dalla nuova direttiva sulle fonti rinnovabili in quanto pienamente allineata con la strategia di investimento di Enel, in cui le energie rinnovabili sono uno dei principali driver.

Enel appoggia inoltre l’invito agli Stati membri alla rimozione degli ostacoli allo sviluppo dei PPA (Power Purchase Agreement), un meccanismo molto utilizzato da Enel Green Power in altri Paesi come gli Stati Uniti o il Messico, e per promuoverne l’adozione in tutta Europa. Il Gruppo accoglie favorevolmente e sostiene anche il Regolamento sulla governance dell’Energy Union, in quanto fornisce chiarezza, credibilità e stabilità in merito al framework della politica energetica e climatica, implicando inoltre investimenti low carbon da parte del settore energetico.

Infine, il pacchetto sulla mobilità rientra naturalmente negli impegni europei per l’Accordo di Parigi, e, in tal senso, Enel accoglie le linee guida e gli obiettivi fissati in materia, ritenendo che porteranno opportunità di business nel settore dell’elettricità, contribuiranno alla creazione di posti di lavoro e a generare una crescita economica sostenibile. Enel ha quindi partecipato attivamente, nel 2018, a diversi programmi di lavoro per lo sviluppo di iniziative di mobilità elettrica e per la promozione del trasporto sostenibile nel suo complesso.