You are here

Valori e pilastri dell’etica aziendale

  • GRI
    

Alla base delle proprie attività il Gruppo Enel dispone di un solido sistema etico, dinamico e costantemente orientato a recepire le migliori pratiche a livello nazionale e internazionale, che tutte le persone che lavorano in Enel e per Enel devono rispettare e applicare nella loro attività quotidiana. Un sistema che si fonda su specifici “Compliance Program” tra cui: Codice Etico, Policy sui Diritti Umani, Piano di Tolleranza Zero alla Corruzione (“Piano TZC”), Enel Global Compliance Program, Modello ex D.Lgs. 231/01 e altri modelli di compliance nazionali eventualmente adottati dalle società del Gruppo in conformità alla normativa locale.

Codice Etico

Fin dal 2002 Enel ha adottato il Codice Etico, che esprime gli impegni e le responsabilità etiche nella conduzione degli affari, regolando e uniformando i comportamenti aziendali su standard improntati alla massima trasparenza e correttezza verso tutti gli stakeholder. Il Codice Etico ha validità sia in Italia sia all’estero, pur in considerazione della diversità culturale, sociale ed economica dei vari Paesi in cui Enel opera. In particolare, il documento si articola in:

  • princípi generali nelle relazioni con gli stakeholder, che definiscono i valori di riferimento cui il Gruppo si ispira nello svolgimento delle varie attività;
  • criteri di condotta verso ciascuna classe di stakeholder, che forniscono nello specifico le linee guida e le norme alle quali i collaboratori di Enel sono tenuti ad attenersi per garantire il rispetto dei princípi generali e per prevenire il rischio di comportamenti non etici;  
  • meccanismi di attuazione, che descrivono il sistema di controllo preordinato ad assicurare l’osservanza del codice e il suo continuo miglioramento.

Enel richiede, inoltre, a tutte le imprese collegate o partecipate e ai principali fornitori e partner di adottare una condotta in linea con i princípi generali del Codice.

Segnalazioni degli stakeholder

Ogni violazione o sospetto di violazione degli Enel Compliance Program può essere segnalato, anche in forma anonima, tramite un’unica piattaforma a livello di Gruppo (“Ethics Point”) accessibile dal seguente indirizzo: www.enel.ethicspoint.com.

Le segnalazioni possono essere inviate anche via mail o via posta ordinaria. La Funzione Audit riceve e analizza tali segnalazioni assicurando le relative attività di verifica e garantendo omogeneità di trattamento a livello di Gruppo, nel rispetto delle previsioni contenute nelle politiche aziendali e nella normativa locale.

Il processo di gestione delle segnalazioni è regolato attraverso la Policy “Gestione delle segnalazioni anonime e non anonime (whistleblowing)”, che ribadisce la garanzia di anonimato e di tutela contro qualsiasi forma di ritorsione, così come assicura adeguata protezione dalle segnalazioni ‘in malafede’, prive di fondamento, inviate allo scopo di danneggiare o recare pregiudizio a persone e/o società.

KPIUM2018201720162018-2017%
Reports received (1)n.144123852117,1
Violations related to incidents of (2)n.303121-1-3,2
Conflict of interest/corruption (3)n.1076342,9
Misappropriationn.7157-8-53,3
Labor practicesn.866233,3
Community and societyn.-1--1-100,0
Other reasonsn.5223-

(1) In 2018, there was an increase in the number of reports received due to the change in the scope of consolidation and internal communication as well as awarenessactivities regarding the use of the Code of Ethics channel.
(2) In 2018, the analysis of reports received in 2017 was completed, and for this reason, the number of confirmed violations for 2017 was restated from 27 to 31. Ofthe 4 confirmed violations, 2 concerned conflicts of interests/corruption and 2 misappropriation.
(3) Corruption consists of the abuse of power with the goal of private gain and can be instigated by individuals in the public or private sector. It is interpreted here asincluding corrupt practices such as bribes, extortion, collusion, conflicts of interest and money laundering.

Nel corso del 2018 sono state ricevute 144 segnalazioni concernenti il Codice Etico, in aumento rispetto al 2017, principalmente a causa della variazione di perimetro in Sud America e le conseguenti campagne di comunicazione. Dalle segnalazioni ricevute, sono stati riscontrati 10 episodi di violazione riconducibili a casi di “conflitto di interessi” per i quali Enel ha adottato specifici provvedimenti nei confronti dei soggetti coinvolti, in linea con la normativa di riferimento, che hanno comportato 7 azioni nei confronti di dipendenti e 6 azioni nei confronti di appaltatori. Per ciò che concerne i casi relativi a pratiche di lavoro, si registrano 38 segnalazioni di cui in 8 casi è stata riscontrata una violazione: 1 caso riconducibile a mobbing, 5 afferenti al clima aziendale e 2 su inadempimenti delle normative su salute e sicurezza.

Lotta alla corruzione attiva e passiva

In osservanza al decimo principio del Global Compact, in base al quale “le imprese si impegnano a contrastare la corruzione in ogni sua forma, incluse l’estorsione e le tangenti”, Enel intende perseguire il proprio impegno di lotta alla corruzione, in tutte le sue forme, dirette e indirette, applicando i princípi declinati nei pilastri del proprio sistema di gestione anti-corruzione.

Il Sistema di Gestione Anti-corruzione (“Anti-bribery Management System - AMS”) di Enel si fonda su un impegno del Gruppo alla lotta alla corruzione, applicando criteri di trasparenza e di condotta secondo quanto dettagliato nel Piano TZC, il quale costituisce la politica anti-corruzione di Enel.

Unitamente al Piano TZC, i pilastri in cui si articola l’AMS risultano essere:

  • il Codice Etico; 
  • i Modelli di prevenzione dei principali rischi penali (per esempio, il reato di corruzione nei rapporti con le pubbliche amministrazioni e tra privati, i reati ambientali, i reati societari e, per le società italiane, i reati di omicidio colposo e lesioni gravi o gravissime commessi con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro), contemplati dalla normativa applicabile in materia di responsabilità d’impresa (cosiddetto “Compliance Program”) nei diversi Paesi in cui il Gruppo opera (per esempio, Modello Organizzativo 231 per le società italiane, “Modelo de prevención de riesgos/Programa de Integridade” per le società del Gruppo in Spagna e Sud America); 
  • l’Enel Global Compliance Program (“EGCP”), strumento di governance volto a rafforzare l’impegno etico e professionale del Gruppo a prevenire la commissione al di fuori dell’Italia di illeciti da cui possa derivare responsabilità penale d’impresa e i connessi rischi reputazionali. L’EGCP trova applicazione nelle società non italiane del Gruppo, integrando, ove esistenti, i Compliance Program eventualmente adottati dalle medesime società, anche in conformità alla normativa locale.

Fermo restando quanto previsto nei suddetti Compliance Program e la specifica disciplina normativa applicabile alla fattispecie criminosa della corruzione in tutte le sue forme, l’Enel Global Compliance Program costituisce, nel rispetto delle principali legislazioni in materia e delle migliori pratiche di governo societario, il framework generale di comportamento dei dipendenti del Gruppo nella lotta alla corruzione.

Tra le aree potenzialmente più esposte al rischio corruzione (attiva e/o passiva), sia nell’ambito dei rapporti con le pubbliche amministrazioni sia nel settore privato, si riportano: (i) la negoziazione ed esecuzione di contratti con terze parti (autorità pubbliche, associazioni, società, ecc.); (ii) la partecipazione a gare (pubbliche e private); (iii) la selezione di partner/consulenti; (iv) la gestione di risorse finanziarie; (v) la gestione di omaggi e ospitalità; (vi) i processi di assunzione del personale; (vii) i meccanismi di incentivazione nella remunerazione dei top manager.

In relazione a tali aree a rischio, i citati presídi di governance (dal Piano TZC al Codice Etico all’EGCP/Compliance Program), unitamente al corpo procedurale vigente, delineano un efficace sistema di prevenzione, parte integrante del Sistema di Controllo Interno del Gruppo.

L’organizzazione dell’AMS, in coerenza proprio con le Linee di Indirizzo del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi (SCIGR) approvate dal Consiglio di Amministrazione di Enel SpA, prevede che l’Amministratore Delegato, in qualità di Direttore preposto al SCIGR di Enel, sia, unitamente ai relativi primi riporti, per quanto di competenza, espressione espressione dell’Alta Direzione. Quest’ultima è responsabile di assicurare che i rischi siano correttamente individuati e mitigati.

In particolare, le strutture di Direzione a diretto riporto (principalmente Audit e Legale/Compliance) e, conseguentemente, l’intero management contribuiscono all’attività di adozione e di diffusione delle norme stabilite nei pilastri del Sistema di Gestione Anti-corruzione.

In particolare:

  • la Funzione Legale/Compliance definisce linee guida in materia di compliance e anti-corruzione, fornendo supporto e consulenza per la loro interpretazione e supervisionando le corrispondenti azioni intraprese dalle società del Gruppo; 
  • la Funzione Audit valuta, attraverso l’esecuzione di attività di audit sui processi aziendali, l’adeguatezza del SCIGR, riferendo ai competenti organi di amministrazione e controllo. L’identificazione dei rischi di corruzione avviene nell’ambito dell’attività di risk assessment svolta dalla Funzione Audit, finalizzata a indirizzare il Piano di Audit annuale in ottica risk-based. Tale risk assessment prevede anche la mappatura e la valutazione dei rischi di frode attiva e passiva che potrebbero interessare l’organizzazione; 
  • la Funzione Persone e Organizzazione (unità Qualità) supporta l’adozione e il mantenimento dell’AMS in conformità ai requisiti dello standard internazionale ISO 37001:2016, assicurando la consistenza dei processi e adottando metodologie best-in-class.

In data 8 maggio 2017, l’AMS di Enel SpA ha ottenuto la certificazione di conformità ai requisiti dello standard internazionale ISO 37001:2016 in materia di sistemi di gestione per la prevenzione della corruzione, successivamente confermata in occasione della verifica di mantenimento svolta nel corso del 2018 e in fase di programmazione per il 2019.

A valle dell’ottenimento della certificazione anti-corruzione ex ISO 37001 da parte di Enel SpA, Enel ha progressivamente esteso il piano di certificazione 37001 alle principali società controllate del Gruppo, italiane ed estere, in linea con quanto dichiarato nello scorso Bilancio di Sostenibilità. A oggi, il percorso di certificazione è stato positivamente completato, in particolare, per Enel Green Power SpA (in estensione ad alcune società controllate estere di quest’ultima), Enel Global Trading SpA, Enel Produzione SpA, E-Distribuzione SpA, Enel Italia Srl, Enel Sole Srl, Enel.si Srl, Enel Energia SpA, e, con riguardo al perimetro delle società estere del Gruppo, per Endesa SA, Enel Américas SA, Enel Generación Chile SA, Enel Chile SA, Edesur SA, Codensa SA, Emgesa SA.

Per il biennio 2019-2020 è prevista la finalizzazione dell’iter di certificazione anti- corruzione ISO 37001 per le principali società italiane ed estere del Gruppo, in ulteriore estensione anche alla luce dell’attuale perimetro societario e delle recenti acquisizioni societarie.

A partire dal 2018 Enel SpA ha, inoltre, affidato il ruolo di “Funzione di conformità per la prevenzione della corruzione”, istituita ai sensi dello standard ISO 37001:2016, a un organo interno collegiale, composto da un rappresentante delle Funzioni Legale e Affari Societari, Audit, Persone e Organizzazione (unità di Qualità), con il compito – tra gli altri – di supervisionare la progettazione e l’attuazione da parte della Società del proprio sistema di gestione per la prevenzione della corruzione.

Diritti Umani

Negli ultimi anni è stata sviluppata una vasta gamma di politiche e regole in materia di business e diritti umani, in particolare l’adozione dei “Princípi guida delle Nazioni Unite per le imprese e i diritti umani” (United Nations Guiding Principles on Business and Human Rights - UNGPs), che hanno riconosciuto il ruolo chiave dei diritti riconosciuti dall’International Bill of Human Rights3 anche per le aziende, affidando a queste ultime una specifica responsabilità in materia. In particolare il principio 11 degli UNGPs afferma che “le imprese dovrebbero rispettare i diritti umani.

Questo significa che dovrebbero evitare di violare i diritti umani di altri e intervenire sugli impatti negativi sui diritti umani in cui esse siano coinvolte”4.

Il 5 febbraio 2013 Enel ha deciso di adottare l’approccio indicato dalle Nazioni Unite “Proteggere, Rispettare e Rimediare”, attraverso l’approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione di una politica dedicata ai diritti umani, che rafforza e approfondisce gli impegni già sanciti dai Compliance Program aziendali.

La politica, definita attraverso un processo di consultazione che ha coinvolto le persone del Gruppo e importanti esperti internazionali, identifica otto princípi che i collaboratori di Enel SpA e delle società da essa controllate devono osservare nello svolgimento di tutte le proprie attività; inoltre, si promuove il rispetto di tali princípi nell’ambito dei rapporti d’affari e l’adesione agli stessi standard da parte degli appaltatori, fornitori e partner commerciali, prestando particolare attenzione ai contesti ad alto rischio o interessati da conflitti.

La policy identifica due macro tematiche: pratiche di lavoro e relazioni con le comunità e società. La politica è disposcenza nibile online all’indirizzo www.enel.com.

Pratiche di lavoro:

  1. Rifiuto del lavoro forzato od obbligatorio e del lavoro minorile; 
  2. Rispetto per le diversità e non-discriminazione; 
  3. Libertà di associazione e contrattazione collettiva; 
  4. Salute e sicurezza; 
  5. Condizioni di lavoro giuste e favorevoli; 

Relazioni con le comunità e società:

  1. Rispetto dei diritti delle comunità; 
  2. Integrità: tolleranza zero alla corruzione; 
  3. Privacy e comunicazione.

L’individuazione dei princípi è ispirata ai contenuti della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, alla Convenzione europea sui diritti dell’uomo e ad alcune Convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) su diritti umani e sociali, libertà di associazione e sindacale, divieto di lavoro forzato e di lavoro minorile, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

La policy affida all’area Sostenibilità nell’ambito della Funzione Innovability i compiti di programmare e coordinare l’adozione del processo di due diligence5, congiuntamente con le altre Funzioni interessate, per quanto di rispettiva competenza; di riportare al Comitato Controllo e Rischi sull’adozione del processo di due diligence; di rendicontare annualmente all’interno del Bilancio di Sostenibilità del Gruppo la performance di Enel rispetto agli impegni assunti. La policy rappresenta un documento fondamentale per la gestione dei processi aziendali; ciascun responsabile di Linea di Business, infatti, deve integrare i princípi espressi nella policy affinché non vengano lesi o impattati i diritti fondamentali di tutte le parti interessate.

Durante l’esecuzione del processo di due diligence sul sistema di gestione, descritto nei paragrafi successivi, è stato intervistato il top management del Gruppo, sia a livello di Holding sia a livello locale, per verificare il grado di cono disposcenza e attuazione della policy. Infine, nell’ambito del Piano di Sostenibilità, ci sono obiettivi specifici legati ai diritti umani che vengono supervisionati e riportati al comitato competente.

3 Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite 217.
4 Testo originale del principio 11 degli UNGPs: “Business enterprises should respect human rights. This means that they should avoid infringing on the human rights of others and should address adverse human rights impacts with which they are involved”.
5 Nel contesto dei Princípi Guida su Business e Diritti Umani (Princípi 17-21), tale termine si riferisce a un sistema di gestione continua che un’azienda mette in atto in considerazione del settore in cui opera, dei contesti operativi, delle dimensioni dell’azienda e non solo, per assicurarsi di rispettare o di non essere complici in abusi sui diritti umani. Ciò implica “identificare, prevenire, mitigare e rendicontare” potenziali effetti negativi causati dall’impresa.

Il processo di due diligence

Come richiesto dalle linee guida delle Nazioni Unite e sulla base dei princípi della policy, Enel svolge uno specifico processo di due diligence dei diritti umani sull’intera catena del valore nei diversi Paesi in cui opera. In particolare, il processo è stato definito nel 2016 in allineamento con le migliori pratiche internazionali e prevede quattro fasi:

  1. analisi del rischio percepito dagli stakeholder chiave, a livello di singolo Paese con riferimento ai diritti del lavoro, delle comunità locali e ambientali; 
  2. valutazione degli impatti, volta a identificare e analizzare i sistemi organizzativi e di controllo a presidio dei rischi; 
  3. sviluppo di piani di azione, al fine di coprire eventuali aree di miglioramento risultate nella fase precedente; 
  4. monitoraggio dei piani di azione e rimedi.

Analisi del rischio percepito a livello Paese

Al fine di conoscere il contesto in cui Enel opera nel campo dei diritti umani e identificare le tematiche più rilevanti in termini di rischio è stata effettuata una consultazione di numerosi esperti provenienti da diversi settori, quali società civile, istituzioni accademiche, cittadini, clienti e fornitori, nei diversi Paesi di presenza.

La consultazione ha permesso all’Azienda di classificare ciascuno dei temi inclusi nella politica dei diritti umani in base al livello di rischio percepito, risultato della combinazione delle dimensioni di gravità e probabilità di una effettiva violazione. I rischi sono stati quindi catalogati in base a una scala di valori così definita: rischio accettabile (livello minimo), rischio da controllare, rischio di alta priorità, rischio elevato (livello massimo).

Dall’analisi si è evinto che:

  • i temi legati alla corruzione e agli impatti ambientali presentano una valutazione di “rischio di alta priorità” che richiede alle aziende di dotarsi di meccanismi avanzati di presidio e monitoraggio; 
  • la diversità, il rifiuto del lavoro minorile, la mitigazione degli impatti sulle comunità locali e l’applicazione delle migliori pratiche in tema di salute e sicurezza presentano una valutazione di “rischio da controllare”. In particolare il tema della diversità risulta particolarmente rilevante in Italia, mentre dal punto di vista degli impatti sulle comunità locali un focus maggiore è richiesto dai Paesi dell’area sudamericana.

Il tema della salute e della sicurezza è invece percepito in maniera trasversale come tematica fondamentale in tutti i Paesi del Gruppo.

La seconda fase del processo di due diligence ha avuto l’obiettivo di valutare le pratiche e le politiche di Enel a presidio dei diritti umani e ha permesso di identificare eventuali aree di miglioramento e raccomandazioni al fine di rispettare le previsioni degli UNGPs e della policy Enel in materia. Nell’ambito di tale attività sono stati definiti anche esempi pratici a supporto dell’attuazione della due diligence.

Il processo ha coinvolto i top manager aziendali sia per rafforzare il livello di sensibilizzazione sul rispetto dei diritti umani che per integrare i principi della policy nelle principali scelte strategiche.

È stato anche sviluppato uno strumento di autovalutazione standard per tutti i Paesi, diviso in due sezioni principali:

  • autovalutazione delle modalità di gestione generale dei diritti umani, per valutare la compliance con gli UNGPs; 
  • autovalutazione della gestione delle prestazioni dei diritti umani, per valutare processi e procedure di Enel rispetto alla propria policy.

Questa fase del processo è stata sviluppata con il supporto di Business for So cial Responsibility (BSR), organizzazione no profit globale leader nello sviluppo di strategie e soluzioni aziendali sostenibili che lavora con una rete di oltre 250 aziende associate e altri partner.

bsr

   



L’analisi ha riguardato in particolare la valutazione delle pratiche di gestione dei diritti umani in essere nell’Azienda rispetto alle migliori pratiche relativamente ai processi di due diligence in conformità con quanto richiesto dai princípi delle Nazioni Unite. Sono state valutate le politiche, le procedure, i sistemi e le pratiche in essere nel Gruppo in ciascuna delle aree della catena del valore, attraverso l’analisi di oltre 100 indicatori. I risultati hanno mostrato come Enel disponga di un insieme di meccanismi e sistemi di gestione robusti che consentono di garantire il rispetto dei diritti umani e di gestire adeguatamente i rischi esistenti.

Di seguito si riporta una tabella riepilogativa delle tematiche previste dalla politica, con indicazione della relativa valutazione del rischio percepito e del loro livello di copertura.

TematicheRischi medio PercepitoSistema a presidio
dei diritti umani
Principali politiche e procedure a
presidio dei diritti umani
Pratiche di lavoro
Liberà di associazione e contrattazione collettivaRischio accettabileRobustoEnel si impegna a rispettare la libertà di associazione e contrattazione collettiva dei propri dipendenti. In particolare Enel riconosce loro il diritto a costituire o prendere parte a organizzazioni finalizzate alla difesa e alla promozione dei loro interessi; riconosce loro di essere rappresentati da organismi sindacali o da altre forme di rappresentanza; riconosce loro il valore della contrattazione collettiva quale strumento privilegiato per la determinazione delle condizioni contrattuali e per la regolazione dei rapporti tra Direzione aziendale e sindacati.
Rifiuto del lavoro forzatoRischio accettabileRobustoI contratti regolano nella loro interezza le condizioni di lavoro ed espongono in maniera chiara tutti i termini inclusi nei contratti che forniscono dettagli sui diritti dei lavoratori (orario di lavoro, retribuzione, lavoro straordinario, indennità, benefici).
I termini sono tradotti nella lingua madre dei lavoratori e sono supportati con informazioni contenute in documenti condivisi con i dipendenti.
 I sistemi e le procedure di gestione delle risorse umane garantiscono l'assenza di minori nella forza lavoro.Vengono anche effettuati progetti di tirocinio e di alternanza scuola-lavoro.
Condizioni di lavoro giuste e favorevoliRischio accettabileRobusto
Rifiuto del lavoro minorileRischio da controllareRobusto
Diversità e inclusioneRischio da controllareRobustoPer i dettagli consutrareil capitolo " Le nostre persone e il loro valore".
Salute e sicurezzaRischio da controllareRobustoPer i dettagli consultare il capitolo "Salute e sicurezza sul lavoro".
Comunità e società
Relazioni con le comunitàRischio da controllareRobustoPer i dettagli consultare il capitolo "Comunità e condivisione di valore".
Impatti ambientaliRischio di alta prioritàRobustoPer i dettagli consultare il capitolo "Sostenibilità ambientale".
CorruzioneRischio di alta prioritàRobustoPer i dettagli consultare il capitolo "La lotta alla corruzione attiva e passiva".

Rischio medio percepito: media dei livelli di rischio percepito individuato nei Paesi oggetto dell’analisi.
Scala di riferimento rischi: 1. Rischio alto; 2. Rischio di alta priorità; 3. Rischio da controllare; 4. Rischio accettabile.
Scala di riferimento dei valori di performance del sistema (processi, politiche e procedure) a presidio dei diritti umani: Robusto (75% - 100%); Buono (50% - 75%);
Sufficiente (25% - 50%); Da migliorare (0% - 25%).

La mappa di seguito riportata mostra per ogni Paese il livello di rischio percepito e le principali aree tematiche da monitorare in materia di diritti umani con indicazione del relativo livello di valutazione delle politiche e procedure a presidio. In tutti i casi evidenziati comunque il livello di priorità da assegnare alle azioni di miglioramento è risultato medio o basso.